La Flauta

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Soundreef, oppure i miei diritti me li gestisco da solo?

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E’ un po’ che amici e colleghi mi chiedono cosa ne penso di Soundreef… ne ho parlato anche con Luca Ruggero Jacovella*, mio buon amico nonché punto di riferimento su norme, guazzabugli e leggende metropolitane sulla Siae ed il diritto d’autore. Insomma, uno di quelli che dialoga, che prova a cambiare le cose in Siae (grazie a lui e a Victor Solaris di SosMusicisti è stata abolita la norma allucinante di “sovrapprezzo” per esecuzioni oltre i 3 musicisti…) e non si lamenta e basta dietro un monitor. Cerchiamo insieme di dipanare un po’ di questioni.

borderò

  • Soundreef Live è l’alternativa alla Siae? Quindi se mi associo non pago più la Siae?

Non è del tutto così.
Soundreef è un’alternativa alla riscossione dei propri diritti senza passare attraverso Siae. Ma possiamo farlo pure da soli.

L’autore può benissimo contrattare, oltre al cachet, anche i diritti dei propri pezzi. Quindi: ci si può affidare a se’ stessi, invece che a Soundreef, prendendo il 100% dei propri diritti, mentre Soundreef te ne assicura il 68%.

Quindi: “ciao, sono il gruppo “laflauta&iballaballa”, sono 10 fiorini di cachet più 2 fiorini di diritti. Non serve chiedere e compilare il borderò, ti rilascio una certificazione in cui ti dichiaro che sono pezzi miei e non sono autore Siae”. Apposto così.

Nel caso in cui si ritenga complicata questa “contrattazione” dei diritti, la soluzione Soundreef può essere una valida alternativa: hanno una metodica simile a Siae (permesso – ma online, borderò – ma online, deposito brani – tramite altro partner, e pagamento diritti – ma sempre analitico) oltre ad un’assistenza legale. Ma attenzione, parliamo SOLO di brani “inediti”, niente cover ne’ brani di altri. 

Luca:   Si, è proprio così.
L’artista (non iscritto a SIAE) può trattare autonomamente i propri diritti d’autore, così come il cachet della serata. Oppure, se una band propone solo ed esclusivamente proprio repertorio autorale,  si può passare a Soundreef. Si evita di dover contrattare di volta in volta i propri diritti (magari capita di vederli anche negati perché “comunque si viene già pagati per suonare …”).
Se però la band, o i singoli musicisti, prevedono di suonare anche solo qualche rara volta, un brano “famoso” del repertorio mondiale, allora costringerebbe il locale a richiedere ben due permessi: uno a SIAE per anche un solo brano noto, ed uno a Soundreef per le proprie opere.

Ricordiamoci di specificare di nuovo che chi è già iscritto Siae NON può contrattare da solo i propri diritti col locale. Il rapporto di adesione, o di “mandato”  è esclusivo, e la contrattazione dei diritti è collettiva.

  • Spesso si rimane in Siae perché si hanno diritti che provengono da lavori che passano in radio o televisione, mentre i diritti che passano attraverso i live scompaiono nelle pieghe del borderò rosso…  E’ possibile aderire a Soundreef  “a metà”, ovvero solo per i concerti?

Luca: E’ possibile, entro il 30 settembre di ogni anno, comunicare a SIAE la “limitazione di mandato” per una categoria di diritti,  valevole per l’anno seguente. Quindi, nel caso da te citato, l’autore può rimanere iscritto SIAE raccogliendo diritti su diffusioni radio-televisive, ed iscriversi a Soundreef per la sola musica “live”.

Ancora una specifica: il problema vissuto in prima persona dai musicisti “piccoli autori”, che non percepiscono quanto dovrebbero in base all’attività live, è vero esclusivamente nell’ambito dei permessi per “trattenimento/già concertini” (borderò rossi). Mentre invece, nei permessi per “concerti” (borderò blu) ed anche “trattenimenti con ballo” (sempre rossi ma con voce d’incasso diversa), la ripartizione avviene in modo analitico (e quindi, i diritti di ogni brano inserito nel borderò vengono corrisposti all’autore). 

Però il borderò blu, che dovrebbe essere quello corretto per il jazz, io stessa lo vedo di rado (nella foto: l’ultimo borderò che ho compilato…rosso….), e non parlo di locali, ma di teatri, festival…. Costa di più, ed alla fine Siae “favorisce” il locale (che per carità, versa comunque troppo) cercando di fargli pagare il minimo, a scapito dell’autore (per la quale Siae dovrebbe lavorare…).

Luca: Si è vero. Il permesso per concerti (borderò blu) ha un costo minimo di circa 100 euro + iva, quindi anche più del doppio di un permesso per trattenimenti. Ma qui entra in ballo anche un criterio di valutazione molto discutibile applicato dalla SIAE: loro distinguono in “Spettacoli/Concerti” quando il pubblico è “passivo”, e in “Trattenimenti/già concertini” quando il pubblico è “attivo”, e l’evento musicale assume carattere accessorio rispetto all’attività principale del locale. Può sembrare surreale ma queste sono le “categorie” di pensiero applicate.

Quando guardiamo le foto e i filmati d’epoca del jazz in America, con tutti i grandi che hanno fatto la storia di questa musica suonare davanti a tavolini con bicchieri e a un pubblico giustamente “partecipativo”, beh … applicando le categorie usate dalla SIAE, sarebbero tutti “Trattenimenti”, quindi una forma inferiore allo spettacolo d’arte vero e proprio! Da cui la ripartizione non-analitica (“perché tanto si intrattiene con i maggiori successi già identificati …”).

Vorrei concludere col mio solito “sermone”: c’è bisogno veramente di nuove forme di pensiero e di cultura musicologica per gestire i diritti derivati da attività creative degli artisti sempre più trasversali e innovativi rispetto al passato. E’ curioso notare però come anche la modernissima SoundReef adotti terminologie e parametri identici a quelli della SIAE.

Già, curioso….

*Luca Ruggero Jacovella, musicista, consulente tecnico in Musica per il Tribunale di Roma, ha redatto un appello pubblico e relative linee guida per il riconoscimento del diritto d’autore nelle improvvisazioni jazz. Collabora con SOS Musicisti. Ed è una gran bella persona (okay, questo non è nella biografia ufficiale).


Domani approfitterò nuovamente di Luca, parleremo di come tutelare la propria musica senza passare dalla Siae (consigliatissimo ai giovani autori).

(Avete domande o volete delucidazioni? Chiedete, nei commenti, e vi sarà risposto. Guai a voi se vi lamentate di Siae, però, eh. Qui cerchiamo soluzioni, mica rissa..)

7 commenti

  1. Grazie Anna per l’impegno e per contribuire alla divulgazione di informazioni pragmatiche e utili per tutti i musicisti!

  2. Finalmente qualcuno che fa un pò di chiarezza sull’argomento. Sto informandomi solo di recente su SoundReef (già BeatPick) e pur avendo una gestione simile a quella della SIAE, mi sembra veramente un’ottima alternativa al dover “fare da soli”. A detta del suo creatore poi si può accoppiare la cosa all’utilizzo delle tanto citate Creative Commons che seppur apprezzo molto, trovo molto complicate nella fase di “riscossione” dei diritti.
    Grande Flauta e grande Luca!

  3. Ciao!
    Complimenti per l’interessantissimo articolo!

    Mi ha fatto sorgere un dubbio amletico, il che in realtà è un bene: riguardo al passaggio in cui hai scritto “Non serve chiedere e compilare il borderò, ti rilascio una certificazione in cui ti dichiaro che sono pezzi miei e non sono autore Siae” vorrei chiederti che certificazione posso rilasciare! Da anni suono esclusivamente musica propria, e da anni tratto sui cachet coi gestori dei locali che mi dicono “no guarda, pago già 100 euro di borderò…”.

    Grazie mille!

  4. Ciao Thomas (grazie per i complimenti, non fan mai male :D)
    La dichiarazione che devi rilasciare (e che il gestore presenterà alla Siae per giustificare il fatto che non ha un borderò compilato e quindi non deve pagare alcunché) è abbastanza semplice, puoi farti un fac-simile da solo e compilarlo di volta in volta. Ne ho scritto tempo fa qui http://www.laflauta.it/2013/09/la-risposta-ufficiosa-della-siae-autocertificazione-e-via-in-teoria/
    In riassunto: autocertificazione con nome e cognome eccetera, in cui dichiari che non sei autore Siae ne’ di altre collecting estere e che il programma della serata comprende esclusivamente brani di tua composizione di cui ti incarichi direttamente di acquisire i diritti.
    Ocio: non devi assolutamente suonare una virgola che possa essere riconducibile ad altri autori. Nemmeno Fra Martino. Nemmeno Fra Martino in minore (sicuramente avrai eredi di Mahler in sala…).
    E’ bene avvisare preventivamente Siae di questa cosa, magari anticipando tale comunicazione/autocertificazione alla sede del mandatario di zona.

  5. Salve,la mia domanda è questa: faccio musica mia, arrivo in un locale, faccio il concerto. A questo punto la fatidica domanda: “iscritto SIAE? rispondo con ‘autocertificazione che attesta di aver eseguito i miei brani e nessuna cover etc etc.

    Come fa SoundReef a sapere che ho suonato li e che il gestore si impegnerà a versare quelli che poi diverranno i miei diritti?

    Come faccio a ritirarli?

    Dovrebbero proiettare i video di alcuni miei brani in altrettanti festival internazionali:

    vale la stessa formula?

    grazie mille, spero di essere stato chiaro

    Michele

  6. Ciao Michele… Sono tutte domande che dovresti fare a Soundreef, non a me… Io sono una musicista. Posso solo avvisarti di informare il gestore (che va in Siae a prendere il Borderò) PRIMA della data, in modo da presentare la certificazione che attesta che sono brani non registrati in Siae PRIMA della data.

  7. Salve mi chiamo Anna io sono iscritta da poco a Soundreef ma per i diritti in mertio agli eredi?La siae per 70 li versa dopo la morte dell’artista e Soundreef?Grazie

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