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primo giorno di scuola

primo giorno di scuola

scolaretta
scolaretta

 Ore 9.30, prima lezione. Sono ignobilmente la prima, gli altri persi per la campagna veneta. Arrivano alla spicciolata, con sbuffi rassegnati del docente.

Le cantanti (ussignur le cantanti…) come colore a parte, fanno cumulo a se’, mentre io coalizzo con la coltre maschile strumentista, trovandomi subito affine.

-….ma…sei cantante?

– ehm, no…. flautista…

Laurea 2.0 indi tutto in pdf, si porge una chiave usb (io muovo la prima sboronata dell’anno sfoggiando il mio mac ancora da cellophane) e vi si inserisce programma, spartiti, esercizi… ostia… quanto siamo avanti. Le cantanti no, non ce l’hanno la chiavetta usb. E non dite volgarità, che vi vedo, eh.

Ore 11.30 seconda lezione, ci si smembra per strumenti.

– ..ma noi non abbiamo lezione…..hai ricevuto l’sms di Diana?

– …non sono una cantante, ecco, sono flautista…

I miei compagni di merende, tre sassofonisti, umettano (umettano? semmai inondano di saliva, ciucciando e gorgogliando con inenarrabili rumori pornografici) e slinguazzano ste ance. Da un lato, dall’altro. Pure sotto. Bah.
Poi la allineano al bocchino. Attentissimi. Poi no, altra ciucciata, ah si, ora si che è umida a pennello. La spiaccicano sul bocchino, la stringono con la fascetta. Montan tutto, e fan due note. Oddio, ndo le senti ste due note, con il rumore di ferraglia dei tasti. Screnk scronk scrank. Sembrano crociati dentro le armature. Ussignur. Ma che strumento è, porco mondo. Poi, ocio che se stringono, vien fuori un fischio, zio bill, quel FOOOOOOOOP bello nasale e acuto.
Mi viene in mente la stufa a legna della montagna. Col tubo per lo sfiato sul camino. Con sto suono FOOOOP, o anche FO FO FOOOP. Madonna.

Io monto il mio flautino. Testata, corpo, trombino, fatto. Appoggio al labbro, e nun se sente altro che meeeeloooodioooosa muuusicaaaaaa. Mah.

Tre trattori e una ferrari, ecco cosa siamo. Ah, che mi tocca fare per un quadretto sul muro. Ah.

Ore 14, terza lezione. Notare la mancanza di pausa pranzo, nota deliziosa di questa avventura.

– ..e così sei cantante…

– no! suono il flauto! sono bionda, ma suono il flauto!

– ma dai… una donna… che suona il flauto…

(che cazzo dovrei suonare, per Diana, l’arpa celtica?)

Il musicologo in cattedra ha un paio di palle grandi quanto tutto il Vaticano. Il primo momento di cedimento, mentre sgranocchio una penna, due gomme e un temperino, lo dedico alla riflessione ” ma quanto sto bene qui-perchè cazzo mi son messa a fare la comunale- perchè non ho tenuto duro-perchè mi son sposata quella volta-perchè non ho fatto canto, per poi sposarmi un bassista e farmi mantenere da lui che fa marchette coi “ballaballaorchestraspettacolo” mentre io faccio il giaaaaaaassss cantando Night and Day in un fumoso  pub deserto davanti a sei maniaci ubriachi”.

Ore 17.15, con sullo stomaco un leggio, un clash e mezzo charleston (che l’impianto voce mi è sempre indigesto), finisce il mio primo giorno. Ah si. Bello.

Non vedo l’ora di tornare. Ah come sto bene qui. Mi sento a mio agio. Tutti amiciamici, come un corso estivo, come in colonia, che bello che bello. E parliamo tutti la stessa lingua! E quando parlano, io capisco! (..giuro!)

 

Ci scambiamo le mail.

– …scrivi allora…. laflautina@….

– …ma perchè flautina? non sei cantante?

-…………………. ebbene si. ho mentito. sono una cantante. diciamolo.